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democrazia : De Zulueta e Acciarini a Lampedusa
Dal 17/03 il governo italiano ha ripreso le espulsioni di migranti in Libia in violazione del diritto internazionale e della stessa legge Bossi-Fini.
Le senatrici Tana de Zulueta e Chiara Acciarini sono a Lampedusa dal 19/03 ma viene negato loro l'accesso al centro di 'accoglienza', nonostante questa sia una loro prerogativa. Anche all'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati è vietato adempiere al proprio mandato e visitare il centro.
Cosa sta accadendo nel centro? I migranti sono identificati? Sono date loro le informazioni sulle procedure d'asilo? Nessuno può saperlo.
COMUNICATO STAMPA SEN. DE ZULUETA E ACCIARINI DA LAMPEDUSA
Le senatrici Tana de Zulueta (Verdi) e Chiara Acciarini (DS), giunte a Lampedusa nella tarda serata del 19 marzo, dichiarano la propria indignazione per il rifiuto, da parte del Prefetto di Agrigento, a consentire il loro ingresso nel centro di accoglienza dell'isola.
"Le visite nei luoghi di detenzione sono, come ha più volte ricordato anche il presidente della Camera, Casini, una prerogativa dei parlamentari italiani", dichiarano de Zulueta ed Acciarini. "Il Prefetto ha addotto non meglio specificati 'motivi di ordine pubblico' per vietarci l'accesso ad un luogo al centro di uno scandalo internazionale per il trattamento riservato a centinaia di migranti".
"E' stato impedito anche all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati di entrare nel cosiddetto centro di accoglienza di Lampedusa, nonostante le proteste ufficiali del portavoce dalla sede di Ginevra", proseguono le senatrici. "In un momento in cui più di seicento persone sono ammassate in una struttura che può ospitarne al massimo 190 ed in cui quasi 300 persone sono state espulse collettivamente in Libia in violazione del diritto internazionale e della stessa Bossi-Fini, sarebbe di interesse delle autorità preposte mostrare quello che accade veramente all'interno del centro".
"Paradossalmente, e nonostante l'Italia e la Libia non siano legate da alcun trattato di riammissione ufficiale, ma solo da accordi verbali segreti tra il dittatore Gheddafi ed il presidente del Consiglio italiano Berlusconi, è stato permesso l'accesso al centro di Lampedusa a non meglio identificati 'investigatori libici', ma non a due Senatrici della Repubblica italiana".
Spegano le senatrici: "L'Italia si sta macchiando nuovamente, dopo gli episodi di ottobre e dicembre 2004, di violazioni gravissime del diritto internazionale e delle stesse normative promulgate da questo governo. Non si può infatti respingere un individuo nel Paese di ultima provenienza in mancanza di accordi ufficiali di riammissione ratificati dai rispettivi parlamenti. Del presunto accordo tra Italia e Libia non è a conoscenza nemmeno il Parlamento italiano.
La Bossi-Fini, inoltre, prevede la convalida dell'espulsione da parte del giudice di pace e ciò non è avvenuto".
"Vogliamo sapere", proseguono de Zulueta ed Acciarini, "se, come sostiene Pisanu, i migranti espulsi siano stati effettivamente identificati, poiché in ottobre i gestori del centro ci mostrarono elenchi di nominativi tutti identici ed il ministro dell'Interno non ha ancora fornito i nominativi degli espulsi in quei giorni. Vogliamo altresì sapere come mai, se, come sostiene sempre Pisanu, i migranti sono egiziani, vengano espulsi non in Egitto ma in Libia, Paese che non ha firmato la Convenzione sui Rifugiati e non rispetta i diritti umani".
"Domattina", concludono le senatrici, "proveremo nuovamente ad entrare nel centro e se ciò ci verrà impedito ci rivolgeremo alle più alte cariche dello Stato affinché tutelino, con le nostre prerogative, i diritti di cittadini migranti e di potenziali richiedenti asilo".
Ufficio Stampa
Roma
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