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Camera (dal 2006)

Interpellanza su Europa 7

 

Il 30 novembre 2006 dinanzi alla Corte Europea di Giustizia si tiene l'udienza per discutere della illegittimità della legge Gasparri e della vicenda di Europa 7. Durante l'udienza l'Avvocato dello Stato italiano difende la linea sostenuta dalla memoria difensiva del governo Berlusconi. Tana de Zulueta presenta una Interpellanza per chiedere al Governo se concorda con la posizione sostenuta dall'Avvocatura dello Stato e per sapere cosa intenda fare per risolvere il problema della mancata assegnazione delle frequenze ad Europa 7.

 
07/12/06

Interpellanza


Premesso che:

- il 28 luglio 1999 l’emittente Europa 7 ottiene una delle sette licenze rilasciate nella gara d’appalto per l’assegnazione ai privati delle concessioni a trasmettere sulle frequenze televisive nazionali. Nel corso della stessa gara d’appalto l’emittente televisiva Rete 4 perde il diritto a trasmettere;

- nonostante l’ottenimento della concessione, Europa 7, fino ad oggi, non ha potuto trasmettere;

- la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 466 del 20 novembre 2002, stabilisce che nessun privato può possedere più di due reti televisive e che le reti eccedenti, in questo caso Rete 4, devono cessare la trasmissione in via analogica terrestre. La Corte, inoltre, fissa un limite improrogabile, il 31 dicembre 2003, entro cui le frequenze occupate da Rete 4 devono andare a Europa 7;

- nell’estate del 2002, il Ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri presenta un disegno di legge per il riordino del sistema radiotelevisivo italiano e l’introduzione della trasmissione digitale terrestre. La legge, che permette a Rete 4 di continuare a trasmettere in via analogica terrestre in netto contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale, viene approvata dal Parlamento il 3 maggio 2004;

- nel luglio 2005 il Consiglio di Stato, dopo il ricorso di Europa 7, chiede alla Corte europea di Giustizia di pronunciarsi sulla vicenda. Il Consiglio invia alla Corte una “questione pregiudiziale” articolata in 10 quesiti. I quesiti riguardano il caso specifico del mancato piano di riassegnazione delle frequenze e alcuni punti della legge Gasparri sul riassetto del sistema radiotelevisivo. Lo stesso Consiglio solleva la questione di un possibile conflitto con il diritto comunitario e con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo;

- il 19 luglio 2006 l’Unione Europea avvia una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per la legge Gasparri, in particolare per i vantaggi consentiti al duopolio Rai-Mediaset anche nel nuovo mercato del digitale terrestre in contrasto con le regole europee sulla concorrenza;

- il Ministro delle Comunicazioni On. Paolo Gentiloni, in risposta alla messa in mora della Commissione Europea, sostiene in più occasioni l’illegittimità della legge Gasparri e l’impegno a riformarla;

- il 15 novembre scorso il Ministro invia una lettera ufficiale al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta, nella quale annuncia l’imminente udienza davanti alla Corte Europea di Giustizia del 30 novembre e la necessità di modificare la posizione dell’Avvocatura dello Stato sul caso Europa sette.

- il 30 novembre scorso dinanzi alla Corte Europea di Giustizia si tiene l’udienza per discutere della illegittimità della legge Gasparri e della vicenda di Europa 7;

- l’agenzia stampa Apcom il 30 novembre scorso riporta che “durante l’udienza, l’Avvocato dello Stato italiano, Paolo Gentili, ha difeso la linea sostenuta dalla memoria difensiva del precedente governo Berlusconi, secondo quanto hanno confermato ad Apcom fonti della Corte di Giustizia”. In sostanza l’Avvocato dello Stato mantiene le posizioni espresse nelle osservazioni già depositate sostenendo che le reti televisive non rientrano nel campo di applicazione delle direttive sulla comunicazione elettronica e che il generale assentimento concesso dalla Legge Gasparri a Rete 4 non viola la normativa comunitaria;

- in un articolo pubblicato dal Sole 24 ore, in data primo dicembre 2006, il giornalista Marco Mele scrive: “Eppure, in una lettera alla Presidenza del Consiglio, a metà novembre, il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni aveva avvertito: tenete conto del netto mutamento occorso nell’indirizzo politico in materia”;


Per sapere:

- se il Governo concorda con la posizione sostenuta dall’Avvocatura Generale dello Stato davanti alla Corte Europea di Giustizia;

- quali iniziative il Governo intenda assumere per risolvere il problema della mancata assegnazione delle frequenze ad Europa 7.



On. Tana de Zulueta
 
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