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Camera (dal 2006)
Interrogazione in Commissione esteri sulle iniziative dell'Unione europea per la soluzione della crisi in Kosovo
L' 8 dicembre 2007 il quotidiano francese “Le Monde” pubblica un articolo dal titolo “Kosovo: l’insuccesso dei negoziati apre la via all’indipendenza”. Nell’articolo si dice che Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia hanno scritto ai paesi membri dell’UE per chiedere loro di “assumersi le loro responsabilità” sull’avvenire del Kosovo. Tana presenta una interrogazione nella quale si chiede al Ministro degli Esteri di rendere pubblico il contenuto della lettera anche alla luce degli impegni presi dal Governo accogliendo 2 mozioni presentate da magggioranza e opposizione sullo status del Kosovo.
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| Interrogazione in Commissione esteri Al Ministro degli esteri, Premesso che, - il 29 novembre scorso il governo ha accolto le Mozioni Ranieri ed altri n. 1-00252 e Giorgetti ed altri n. 1-00248 sullo status del Kosovo; - l’atto di indirizzo Ranieri ed altri ha impegnato il Governo “a sostenere con determinazione e convinzione l’iniziativa della trojka desiganata dalle Nazioni Unite; a proseguire, nel quadro dell’impegno dell’Unione europea, nella ricerca di una necessaria soluzione condivisa anche oltre il limite del 10 dicembre 2007 entro il quale i mediatori incaricati riferiranno sull’esito del loro mandato, scoraggiando iniziative unilaterali; a compiere ogni sforzo affinché sul futuro del Kosovo l’Unione europea si esprima unitariamente; a sollecitare la stipula in tempi brevi dell’accordo di stabilizzazione e associazione Unione europe-Serbia, nell’ottica del graduale ma irreversibile processo di integrazione europea di tutti i Paesi dei Balcani occidentali; a riferire tempestivamente in Parlamento su sviluppi della situazione che comportino novità significative per l’assetto della regione”; - l’atto di indirizzo Giorgetti ed altri ha impegnato il Governo “ad esprimere in tutte le sedi internazionali una posizione contraria a qualunque violazione del diritto internazionale; a sostenere presso il gruppo di contatto e le Nazioni unite l'assoluta necessità di considerare il 10 dicembre 2007 come una tappa importante ma non necessariamente definitiva del negoziato se non sarà possibile proporre entro tale data una soluzione accettata e condivisa da tutte le parti coinvolte; a coinvolgere il Parlamento dopo la conclusione definitiva della fase negoziale, qualunque ne sia l'esito e prima di assumere posizioni ufficiali del nostro Paese definitive in merito al futuro status del Kosovo”. - l’ 8 dicembre 2007 “Le Monde” ha pubblicato un articolo dal titolo “Kosovo: l’insuccesso dei negoziati apre la via all’indipendenza”. Nell’articolo si dice che il Segretario di Stato francese incaricato per gli affari europei, Jean-Pierre Jouyet, avrebbe affermato che la dichiarazione di indipendenza del Kosovo appare “ineluttabile”. L’articolo aggiunge che Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia hanno scritto ai paesi membri dell’UE per chiedere loro di “assumersi le loro responsabilità” sull’avvenire del Kosovo e che la Grecia, Cipro Romania e Slovacchia non condividono l’independenza; - il 10 dicembre 2007 al termine del Consiglio europeo che ha affrontato la questione del Kosovo il Ministro degli Esteri italiano, Massimo D’Alema, ha dichiarato che: “le trattative della Troika non sono più ragionevoli l’unica strada è ora trovare una via per governare il processo che si è aperto in Kosovo” attraverso, continua il Ministro, una “Indipendenza sotto supervisione internazionale con limitazioni molto rigorose”(fonte: agenzia Apcom); - lo stesso giorno la Serbia, per voce del suo Ministro degli esteri Vuk Jeremic, ha fatto sapere di essere comunque contraria all’indipendenza del Kosovo “sia che sia coordinata, semicoordinta o non coordinata” (fonte: agenzia Ansa); per sapere, - quali siano i termini precisi della lettera citata da Le Monde alla luce delle affermazioni sopra riportate. On. Tana de Zulueta Leggi le mozioni presentate da maggioranza e opposizione sullo Status finale del Kosovo Risponde all’interrogazione il sottosegretario Vittorio Craxi Lo scorso 7 dicembre il Vice Presidente D'Alema ha sottoscritto con gli omologhi francese, britannico e tedesco (Kouchner, Miliband, Steinmeier) una lettera relativa al Kossovo indirizzata al Ministro degli esteri Amado in qualità di Presidente di turno UE. Tale missiva prende le mosse dalla conclusione dell'esercizio della Troika del Gruppo di Contatto UE/USA/Russia che per quattro mesi ha condotto un negoziato con Belgrado e Pristina finalizzato a raggiungere un accordo consensuale sulla questione dello status del Kossovo. Contestualmente il Rappresentante europeo della Troika, l'Ambasciatore Wolfgang Ischinger, inoltrava una missiva all'Alto Rappresentante PESC Javier Solana tracciando alcune sue riflessioni relative alle attività della Troika e alla prospettiva del futuro status del Kossovo in un'ottica marcatamente europea. Nella lettera dei quattro Ministri europei si fa stato della circostanza che, nonostante gli intensi sforzi della Troika, non è stato possibile individuare un terreno di intesa. Lo stesso Ischinger ha osservato che «ulteriori negoziati tra Belgrado e Pristina non offriranno alcuna prospettiva per il conseguimento di un accordo. In effetti, essi potrebbero comportare un ulteriore irrigidimento delle posizioni delle parti». I Ministri europei segnalano inoltre l'opportunità che l'Unione Europea si predisponga ad assumersi le proprie responsabilità in Kossovo al fine di contribuire alla stabilizzazione ed alla sicurezza in Europa, sottolineando che l'unità e la coesione degli europei costruisce elemento essenziale per raggiungere tale obiettivo. Essi proseguono auspicando che il Consiglio Europeo del 14 dicembre si pronunci nei seguenti termini: 1) la Troika ha sondato ogni opzione al fine di raggiungere un accordo consensuale; tale accordo non è stato raggiunto; 2) la questione dello status del Kossovo deve essere risolta d'urgenza; 3) siamo determinati a svolgere un ruolo incisivo nel condurre a termine un processo per il futuro status; 4) ci stiamo attivando con i preparativi necessari per assumerci le nostre responsabilità. La missiva prosegue indicando che il Kossovo deve continuare ad essere soggetto ad una supervisione intensiva da parte di varie presenze internazionali sul territorio, incluso per quanto concerne la questione delicata della protezione delle minoranze e della salvaguardia delle comunità etniche presenti sul territorio. Le presenze internazionali devono assistere inoltre il Kossovo nello sviluppo delle proprie istituzioni e delle proprie capacità amministrative al fine di conseguire standards europei. Da qui la necessità di lanciare una missione PESD nel settore della polizia e dello stato di diritto che potrebbe operare nella cornice giuridica della Ris. 1244. I Ministri proseguono indicando l'opportunità che l'Unione Europea contribuisca anche all'Ufficio Civile Internazionale (previsto dal Piano Ahtisaari) che è munito di ampi poteri e competenze a garanzia dell'operato complessivo delle presenze internazionali in Kossovo. A tal fine l'UE dovrebbe nominare un suo rappresentante per il Kossovo ed intensificare le attività della Commissione in relazione al territorio. Dato il ruolo svolto dalle Nazioni Unite in Kossovo in virtù della menzionata Ris. 1244, gli orientamenti della UE dovrebbero essere resi noti al Segretario Generale delle Nazioni Unite. Tutto ciò al fine di offrire un contributo di chiarezza alla Unione Europea, alle Nazioni Unite, agli Stati degli organismi interessati al Kossovo in una fase in cui la questione del futuro status potrebbe generare incertezze e rischi di instabilità. La missiva in questione conclude lanciando una esortazione affinché uno sforzo venga compiuto per promuovere un rapido progresso della Serbia verso l'UE, in una prospettiva di concessione dello status di candidato. La prospettiva europea costituisce il migliore rimedio per la Serbia e per gli altri Paesi della regione che tuttora attraversano una fase di consolidamento delle proprie istituzioni democratiche e presentano rischi di latente destabilizzazione. La replica di Tana de Zulueta (Verdi) si dichiara soddisfatta dalla risposta fornita dal rappresentante del Governo per quanto concerne il significativo aggiornamento sui contenuti della lettera. Sottolinea che il Parlamento italiano è preoccupato per la situazione in atto e che vi è un orientamento condiviso tra maggioranza e opposizione sui rischi connessi al considerare l'indipendenza del Kosovo come un dato di fatto scontato. Rileva che la lettera costituisce un utile elemento in quanto evidenzia che vi è un'attenzione coerente, ma anche che il problema è ancora aperto: la lettera infatti segnala che la risoluzione n. 1244 potrebbe essere il contesto per lo svolgimento della missione dell'Unione europea, con ciò mostrando di tener in conto della posizione russa, favorevole ad una nuova risoluzione. Esprime pertanto preoccupazione per la posizione che l'Unione europea potrebbe ritrovarsi ad assumere: l'Europa tende infatti a porsi al contempo come garante ed arbitro della situazione, in quanto si fa carico della sicurezza del Paese con soldati messi di fatto in una posizione assai vulnerabile, e della supervisione sulle istituzioni kosovare, che non sempre hanno dato prova esemplare di rispetto della rule of law, con il rischio di perdere l'immagine di «honest broker» di fronte alle parti. L'idea che l'Unione europea sia tra i soggetti che decidono e che impongono la soluzione della crisi aumenta i rischi reali per coloro che dovranno operare sul terreno. |
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