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Senato (dal 1996 al 2006)

L'interrogazione sui respingimenti collettivi da Lampedusa

 

Dopo l'arrivo di centinaia di migranti a Lampedusa negli ultimi giorni il 17/03 ricomincia il 'ponte aereo', ovvero le espulsioni collettive, verso la Libia, violando il diritto internazionale e la stessa Bossi-Fini.

 
18/03/05

Interrogazione a risposta urgente

Al Ministro degli Esteri e al Ministro dell'Interno.

Premesso che:

- a Lampedusa sono sbarcati oltre mille immigrati, rinnovando l'emergenza igienico-sanitaria nella struttura del Centro di prima accoglienza dell’isola (con capienza massima di 190 unità), la quale aveva già mostrato tutte le sue lacune in passato;

- sull'isola è giunta una delegazione libica “per accertare la provenienza degli immigrati”, i quali sono stati solo superficialmente identificati, al fine di un loro rimpatrio coattivo verso il supposto luogo di provenienza, la Libia;

- tali funzionari del governo libico hanno avuto immediato accesso al centro di accoglienza, mentre questo diritto è stato inizialmente negato all'Alto Commissariato della Nazioni Unite per i rifugiati, oltre che alle Organizzazioni non governative che ne avevano fatto richiesta, malgrado sia previsto dalle norme internazionali in materia;

- della questione si sono occupati ampiamente diverse organizzazioni e istituzioni internazionali, tra cui il Parlamento Europeo, l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa mentre la condanna esplicita dell'accaduto da parte di Amnesty International costituisce ulteriore dimostrazione della rilevanza non solo nazionale della vicenda;

- le Nazioni Unite, nel V rapporto sui diritti umani dei rifugiati del 27 dicembre 2004, sollevano forti critiche sulle pratiche adottate e propongono misure specifiche per tutelare i diritti umani dei rifugiati nel Centro di Lampedusa, oltre a sollevare rilievi sulla legislazione italiana in materia;

- ulteriori critiche sono state sollevate, non solo da parte delle organizzazioni internazionali sopraccitate, per la possibile violazione del principio di non-respingimento di persone che necessitano di protezione (art. 33 Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato) e di altre norme internazionali per la tutela dei diritti umani;

Per sapere:

perché non siano state ancora prese le misure necessarie per realizzare condizioni di accoglienza nel Centro di prima accoglienza di Lampedusa più umane di quelle attuali;

a quali norme giuridiche le autorità competenti abbiano fatto riferimento per respingere i rifugiati in un Paese con cui non si è stipulato alcun trattato bilaterale che regolamenti la materia, come nel caso della Libia, contravvenendo al diritto internazionale per la tutela dei diritti umani;

se non si ravvisi la necessità di sospendere ogni forma di respingimento collettivo senza una previa identificazione effettiva degli immigrati e senza provvedere a fornire loro le informazioni sul diritto d'asilo a loro assicurato dal nostro ordinamento e dal diritto internazionale;

se abbia chiesto garanzie alle competenti autorità libiche per quanto riguarda il trattamento delle persone mandate coattivamente in Libia nonché sulle condizioni e modalità di ulteriori espulsioni dalla Libia verso altri paesi;

quale sia la sorte di queste persone e di quali diritti godano nei loro paesi una volta che vengano rimpatriati coattivamente.

Il comunicato delle sen. de Zulueta e Acciarini da Lampedusa, dove è stato negato loro l'accesso al centro di accoglienza

Clicca qui per saperne di più sulle espulsioni da Lampedusa
 
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