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Estate 2005: riprendono gli arrivi a Lampedusa e le espulsioni. A settembre Fabrizio Gatti de 'l'Espresso' si finge curdo ed è rinchiuso nel Cpt per una settimana


Nel fine settimana del 6-8 maggio, più di mille migranti giungono a Lampedusa e sono ammassati nel centro d'accoglienza. Questa volta, vengono spostati nei centri siciliani e calabresi e non espulsi verso la Libia, anche se Pisanu dichiara che coloro che non hanno i requisiti per accedere al diritto d'asilo verranno "espulsi con provvedimenti individuali".

Maggio 2005: ricominciano le espulsioni verso la Libia


Il 16 maggio l'Ansa riferisce che il 14 150 migranti erano stati espulsi in Libia nonostante la Corte europea dei Diritti umani abbia accertato che il governo italiano attua espulsioni collettive arbitrarie al di fuori del diritto internazionale ed abbia bloccato il 'rimpatrio' di 11 migranti.
Il 20 maggio Tana de Zulueta dichiara che dai tabulati aerei risulta evidente che un volo Alitalia ha portato 67 migranti in Libia il 14 maggio, ed altri migranti il 16 ed il 21 maggio. Il governo nega le espulsioni "clandestine" dopo le condanne internazionali.
Il 18 maggio un gruppo di parlamentari ed associazioni ha tenuto una conferenza stampa per annunciare l'istituzione di una unità di crisi che sia pronta ad entrare in azione durante l'estate per vigilare sulla tutela dei diritti dei migranti e cercare di impedire nuove espulsioni. Il sen. Francesco Martone ha denunciato il fatto che il 13 maggio all'avvocato Alessandra Ballerini( che ha raccolto le firme per il ricorso dei 79 a Strasburgo) è stato negato l'accesso al CPT di Crotone.

Fermati i voli charter per le espulsioni


Grazie alle proteste ed alle pressioni delle associazioni per i diritti dei migranti, nel luglio 2005 la compagnia aerea Blue Panorama Airlines annuncia che non effettuerà più voli charter per 'rimpatriare' i migranti espulsi.

Agosto 2005: l'accordo della Libia con l'OIM e le ennesime espulsioni


Il 9 agosto la Libia sigla un accordo con l'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM/IOM) in base al quale l'OIM aprirà un ufficio a Tripoli. L'OIM assisterà la Libia nel 'ritorno volontario' dalla Libia nei paesi d'origine, svolgerà campagne d'informazione tra i migranti irregolari ed attuerà programmi 'generatori di reddito' nei paesi confinanti della Libia.
A finanziare i programmi sarà l'Italia nel quadro del Dialogo del Mediterraneo occidentale (o Dialogo "5+5": Spagna, Francia, Italia, Portogallo, Malta + Tunisia, Marocco, Algeria, Mauritania, Libia).

Dopo altre espulsioni a giugno e a luglio, il 10 agosto 65 persone sono espulse in Libia con un volo charter. Le autorità affermano che si tratta di egiziani, ma, nonostante l'assenza di un accordo di riammissione con la Libia, i migranti sono espulsi in quest'ultimo paese e non in Egitto.
Il respingimento avviene nonostante per due volte (aprile e maggio 2005) la Corte europea dei Diritti umani abbia bloccato queste espulsioni collettive quando i migranti sono riusciti a presentare ricorso presso la Corte.

Agosto 2005: condizioni spaventose nel centro di Lampedusa e l'arrivo delle 'barche-clone'


Ad agosto il centro di permanenza temporanea di Lampedusa ha ospitato, in media, il triplo della sua capienza massima di 190 persone. Centinaia di persone sono stipate in condizioni igieniche spaventose e senza neanche un riparo dal sole e dalla pioggia. Donne, minori, richiedenti asilo e coloro che testimoniano contro gli scafisti non vengono separati dagli altri, portando a risse e ad episodi di autolesionismo.
Tutto ciò perché da quest'anno, con la trasformazione d'ufficio del 'centro di accoglienza' in CPT, i migranti sono trattenuti per l'identificazione, per la quale sono necessarie settimane, se non mesi. A Lampedusa 10 carabinieri devono garantire l'ordine pubblico in un campo dove sono accalcate centinaia di persone stremate ed esasperate, mentre 40 tra membri della polizia scientifica e di frontiera (ospitati, con grande onere per lo stato, in albergo) procedono nelle identificazioni. Addirittura sono stati trasferiti a Lampedusa funzionari consolari di Tunisia, Marocco ed Algeria, che assistono nelle procedure.
Per migliorare le condizioni nel centro bastebbe trasferire i migranti in altri centri più grandi ed attrezzati, ma questo contraddirebbe la strategia dell'emergenza continua voluta dal governo.
A settembre Giovanni Maria Bellu, giornalista di 'Repubblica', pubblica un reportage sulla nuova strategia dei trafficanti di persone lungo la rotta Libia-Sicilia: affidare imbarcazioni in vetroresina a circa 25 migranti, senza scafista. Le barche sono costrette a fare tappa a Malta per i rifornimenti, segno della complicità delle autorità maltesi, ma ciò che risulta lampante è il fatto che le autorità libiche non possono non aver notato la partenza di centinaia di barche identiche dalle coste della Libia e l'acquisto dei mezzi e dei motori.

L'esposto sulla detenzione dei minori a Lampedusa


Sempre ad agosto, Tana de Zulueta, l'europarlamentare Giusto Catania, Filippo Miraglia dell'Arci ed altri firmano un esposto-denuncia al Tribunale dei Minori di Palermo sul fatto che a Lampedusa i minori siano detenuti insieme agli adulti. 45 persone, indicate dalle stesse forze dell'ordine come probabili minori, che dovrebbero quindi essere sottoposti a test in luoghi separati (secondo le linee guida emanate dal Ministero dell'Interno), sono trattenute a Lampedusa per giorni in condizioni di tremendo sovraffollamento.

Il dossier dell'Arci e la visita della delegazione dell'Europarlamento


A settembre 2005 l'Arci consegna alla delegazione dell'europarlamento in visita ufficiale a Lampedusa un dossier sugli arrivi, i rimpatri e gli spostamenti in altri Cpt dei migranti durante l'estate. Le cifre contraddicono quelle del Ministero dell'Interno: al 13 settembre erano sbarcati 1801 migranti, di cui 179 sono stati trasferiti in aereo verso 'destinazioni sconosciute', ovvero, si presume, in Libia.
Gli europarlamentari, la cui visita era stata annunciata, trovano il Cpt di Lampedusa svuotato e ripulito. Vi sono solo 11 migranti (a fronte di una media estiva di 340-400 persone con punte di oltre 1.000), tra cui alcuni presunti scafisti ed un testimone che li accusa, detenuti insieme. Le autorità presenti a Lampedusa ed il sottosegretario all'Interno D'Alì, sull'isola per incontrare la delegazione, dichiarano di non avere un registro delle espulsioni (che dovrebbero essere convalidate da un giudice di pace, residente in Sicilia, nel lasso di tempo spesso brevissimo tra arrivo ed espulsione), di non avere una copia scritta dell'accordo con la Libia (sostengono di poterne fornire i dettagli a voce) e di non essere autorizzati a rivelare se esiste una banca dati nazionale sul numero di persone transitate nei Cpt.
Alcuni eurodeputati, al ritorno da Lampedusa, chiedono con forza che il centro venga chiuso, sia per motivi igienico-sanitari (vi sono, tra le altre cose, solo 12 bagni senza porte e 18 lavabi con sola acqua di mare) che per le palesi e continue violazioni del diritto internazionale in materia di diritto d'asilo con le espulsioni di migranti in Libia.
Ad ottobre La 7 trasmette un reportage di Mauro Parissone in cui vengono mostrati il trasferimento dei migranti dal centro e la pulizia dei locali prima dell'arrivo della delegazione dell'Europarlamento. Nel Cpt in quei giorni è presente l'europarlamentare Borghezio, che, qualche giorno più tardi, come membro della delegazione, negherà che vi siano stati trasferimenti di migranti.
Nei giorni immediatamente prima e dopo l'arrivo degli europarlamentari, inoltre, i barconi carichi di migranti non vengono intercettati e dirottati su Lampedusa, come accade usualmente. Si dirigono invece verso la Sicilia. Proprio in quei giorni 12 migranti muoiono al largo delle coste di Gela dopo un naufragio.

Il reportage di Fabrizio Gatti/Bilal da dentro il Cpt


Il 7 ottobre 2005 'l'Espresso' pubblica un reportage di Fabrizio Gatti: fingendosi un curdo, Bilal, Gatti viene portato nel centro di permanenza temporanea di Lampedusa e detenuto per una settimana in condizioni disumane (e senza che il fermo venga convalidato da un giudice di pace, come prevede la legge Bossi-Fini) prima di essere rilasciato con un foglio di via nonostante i suoi precedenti penali (nel 2000, Gatti si era finto un rumeno per entrare nel Cpt di Milano; scoperto, era stato denunciato e condannato a 20 giorni di reclusione).
L'articolo di Gatti descrive abusi sistematici da parte delle forze dell'ordine, dei carabinieri e del personale della Misericordia di Agrigento, che gestisce il centro, violazioni del diritto internazionale ed italiano (inclusa la stessa Bossi-Fini) e condizioni di detenzione inumane. Tra i reclusi, anche degli scafisti che gestiscono impumenemente il lucroso traffico di carte telefoniche.
Pisanu, chiamato in causa per avere o mentito al Parlamento ed alla Corte europea dei Diritti umani o per essere stato tenuto all'oscuro di ciò che accade a Lampedusa, si limita ad inviare il prefetto di Agrigento sull'isola per visitare il centro e preparare una relazione.
Da notare come sia il Ministro degli Interni e il Procuratore della Repubblica di Agrigento abbiano deciso di affidare le rispettive indagini a soggetti che contemporaneamente sono coinvolti nell’inchiesta: il prefetto di Lampedusa, che è responsabile amministrativo del CPT di Lampedusa, e i Carabinieri, che sono i principali indiziati di violenza ai danni dei migranti.

Verrà chiuso il Cpt di Lampedusa?

Il 17 ottobre Pisanu compie un sopralluogo a Lampedusa, per poi affermare che il Cpt potrebbe essere chiuso. Una vittoria per tutti coloro che si battono da anni contro un luogo dove le condizioni di vita inumane e gli abusi sono all'ordine del giorno.
Il 28 ottobre si svolge, presso la Commissione Libertà pubbliche del Parlamento europeo, un'audizione cui partecipano Fabrizio Gatti e Mauro Parissone (autore del documentario di La 7).
Gli europarlamentari dell'Unione tornano a chiedere con forza che sia chiuso il Cpt e che sia audito il ministro dell'Interno italiano, Pisanu, il quale rifiuta di presentarsi al Parlamento europeo prima che la delegazione di europarlamentari abbia visitato analoghi centri in altri paesi Ue.
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