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Le condizioni del "centro di accoglienza" di Lampedusa

Nel giugno 2004 la Relatrice speciale dell'ONU sui migranti ha visitato 5 CPT italiani, tra cui Lampedusa, concludendo, nel suo Rapporto, che "le strutture del Cpta di Lampedusa sono palesemente inadeguate per gestire gli arrivi frequenti di numerosi gruppi di migranti sull'isola. L'azione in risposta ad arrivi di questo tipo non può essere improvvisata o gestita sotto la pressione di condizioni congiunturali, e l'Italia non deve venir meno agli obblighi internazionali relativi al rispetto dei diritti umani che s'è impegnata ad osservare". Ha poi raccomandato "l'adozione di provvedimenti urgenti al fine di assicurare l'assistenza sanitaria per gli arrivi di massa a Lampedusa. La priorità del Cpta di Lampedusa è quella di procedere alla corretta identificazione di qualsiasi persona approdi sull'isola e non l'immediato rinvio degli immigrati appena arrivati".

Gli organismi internazionali condannano il governo italiano per le espulsioni

Il caso Lampedusa nelle istituzioni dell'Unione Europea dopo le prime espulsioni

Ad ottobre 2004 gli europarlamentari Rizzo e Guidoni (Comunisti italiani) presentano una interrogazione sulle espulsioni da Lampedusa. Ricevono, a dicembre, una risposta del commissario europeo Franco Frattini, che dichiara di aver ricevuto rassicurazioni dal governo italiano sulle procedure messe in atto e dichiara che la Commissione non può agire contro stati membri per violazioni del diritto d'asilo.
A febbraio 2005 una interrogazione di Monica Frassoni (Verdi) riceve come risposta un riferimento alla precedente dichiarazione di Frattini.

Lampedusa al Consiglio d'Europa

Il 25 gennaio 2005 Tana de Zulueta ha presentato alla Commissione Migrazione, Rifugiati e Popolazione dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa una dichiarazione scritta sulle espulsioni collettive di centinaia di migranti da Lampedusa nell'ottobre 2004, ora agli atti dell'Assemblea. La raccolta delle firme andrà avanti anche nelle prossime sessioni del Consiglio d'Europa.
La dichiarazione è stato firmata finora da 23 membri della Commissione, incluso il Presidente, il conservatore britannico John Wilkinson.
Tana de Zulueta ha inviato a tutti i parlamentari italiani una lettera in cui si chiede di firmare la dichiarazione.
A giugno l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa approva un'altra dichiarazione in cui si esprime forte preoccupazione per le condizioni nel centro di Lampedusa e per il rispetto delle procedure d'asilo.

L'esposto alla Commissione europea contro il governo italiano

A gennaio Arci, ICS ed ASGI, insieme ad altre organizzazioni europee, hanno presentato un esposto contro il governo italiano alla Commissione Europea per il trattamento dei migranti a Lampedusa nell'ottobre 2004.

L'ONU condanna il centro di accoglienza di Lampedusa

La relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani sui migranti, Gabriella Rodriguez Pizarro, ha definito il centro di Lampedusa 'non adatto a far fronte ai frequenti e massicci sbarchi di stranieri' nella sua relazione, presentata ad aprile 2005.

La decisione della Corte europea dei Diritti umani: l'Italia rischia di violare la Convenzione Europea sui Diritti Umani con le espulsioni

Ad aprile la Corte Europea dei Diritti umani ha parzialmente accolto il ricorso contro le espulsioni di 79 migranti giunti a Lampedusa presentato dagli avvocati Anton Giulio Lana e Alessandra Ballerini, che è riuscita ad entrare nel CPT di Crotone, dove sono rinchiusi molti dei migranti arrivati a Lampedusa. La lettera al governo italiano non sospende le espulsioni, ma chiede al governo italiano di fornire una serie di informazioni: a) indicare in maniera precisa i procedimenti di identificazione, che devono essere individuali; b) assicurare che i migranti abbiano potuto avere accesso alla domanda d'asilo; c) ci sono procedure di espulsione in corso?; d) la documentazione relativa alle singole persone.
Se l'Italia non lo farà entro il 6 maggio o se attuerà altre espulsioni violerà la Convenzione europea dei Diritti umani. Tana de Zulueta ha contattato il Ministero dell'Interno per sottolineare la sentenza e ribadire che devono cessare le espulsioni.

Il Parlamento europeo ed il Consiglio europeo si occupano di Lampedusa

Il 14 aprile il Parlamento europeo si è occupato per la prima volta di violazioni dei diritti umani in uno stato membro: si tratta dell'Italia, con le espulsioni da Lampedusa. La risoluzione approvata, presentata da Socialisti, Verdi, Liberaldemocratici e Sinistra Europea, invita l'Italia e ''tutti gli stati membri ad astenersi dall'effettuare espulsioni collettive di richiedenti asilo e di 'migranti irregolari' verso la Libia e altri paesi e ad assicurare l'esame individuale delle domande di asilo nonche' il rispetto del principio di non espulsione''. Inoltre gli europarlamentari ritengono che ''le espulsioni collettive di migranti verso la Libia da parte delle autorita' italiane, compresa quella del 17 marzo, costituiscano una violazione del principio di non espulsione e che le autorita' italiane siano venute meno ai loro obblighi internazionali, omettendo di assicurarsi che la vita delle persone espulse non fosse minacciata nel loro paese di orgine''.
L'euroassembla invita anche le autorita' italiane ''a garantire all'UNCHR libero accesso al centro rifugiati di Lampedusa e alle persone che vi sono detenute, che potrebbero avere bisogno di una protezione internazionale''. La risoluzione approvata fa anche riferimento alla richiesta ''presentata all'Italia dalla Corte europea dei diritti umani il 6 aprile di trasmettere informazioni sulla situazione a Lampedusa, a seguito del reclamo presentato da un gruppo di migranti espulsi''. Il Parlamento, infine, chiede l'invio di una delegazione parlamentare al ''centro rifugiati di Lampedusa e in Libia per poter valutare la portata del problema e verificare la legittimita' dell'operato delle autorita' italiane e libiche''.
Sempre il 14 aprile, il Consiglio europeo su Giustizia e Affari interni ha affrontato il tema della cooperazione con la Libia sulla base di un rapporto segreto della Commissione europea (neanche il Parlamento europeo ne è a conoscenza), stabilendo che si proceda ad un accordo di cooperazione per 'frenare i flussi migratori clandestini'.
La Commissione Libertà civili del Parlamento europeo deciderà prossimamente la composizione di una sua delegazione che dovrà visitare Lampedusa e Crotone per poi riferire al Parlamento.
Il 20 aprile Frattini, Commissario europeo alla Giustizia ed agli Affari interni, è stato ascoltato dalla Commissione Diritti umani del Senato, di cui Tana de Zulueta è membro. Frattini ha chiesto al governo italiano di fornire una 'documentazione più precisa' sulle espulsioni di migranti da Lampedusa, come ha fatto la Corte europea dei Diritti umani. Auspicando che la Libia aderisca al trattato di Barcellona sul partenariato euro-mediterraneo, Frattini ha chiesto che la Libia garantisca 'trasparenza nei confronti dei diritti delle persone'.

Un rapporto UE smentisce il governo e Frattini: la Libia viola i diritti dei migranti

A fine aprile 2005 'l'Espresso' pubblica ampi stralci di un rapporto segreto della Commissione europea sul trattamento dei migranti in Libia. Il rapporto contiene anche una lista dettagliata dei beni forniti a Gheddafi dall'Italia sulla base del celebre - ma segreto - accordo sull'immigrazione: gommoni, cani anti-droga ma anche 1000 'body bags', sacchi da morto, oltre ai finaziamenti per costruire un centro di detenzione per immigrati e per espellere oltre cinquemila migranti con voli charter.

Il Consiglio d'Europa indica i criteri per i rimpatri

L'11 maggio il Comitato dei Ministri dei 46 paesi del Consiglio d'Europa ha adottato un testo contenente 20 linee guida che dovranno essere comunicate alle autorità nazionali responsabili per il rimpatrio degli immigrati. Le linee guida costituiscono la risposta ai numerosi incidenti mortali avvenuti durante i rimpatrii forzati. Obiettivo delle linee guida è riconciliare la politica del rimpatrio con il pieno rispetto dei diritti umani. Si tratta del primo testo internazionale che fa riferimento a ogni singola fase del processo di rimpatrio: dal rilevamento di una situazione irregolare al rimpatrio stesso.

La Corte europea dei Diritti umani blocca le espulsioni: l'Italia ha violato il diritto internazionale

Il 10 maggio la Corte europea dei Diritti dell'Uomo emana un provvedimento d'urgenza per bloccare le espulsioni di 11 tra i 79 ricorrenti rappresentati dall'avvocato Anton Giulio Lana. La Corte ha appena ricevuto la documentazione richiesta dal governo italiano, che dichiara che 14 persone sono già state espulse ed 11 sono in attesa di espulsione. Degli altri 54 il governo non conosce neppure i nomi, tantomeno sa indicare dove siano ora. Questa è la prova che l'Italia ha attuato espulsioni collettive arbitrarie al di fuori del diritto internazionale. La decisione della Corte è anche una bocciatura dell'accordo (tuttora segreto) tra Italia e Libia.
Il 13 maggio la Corte blocca l'espulsione di un altro migrante ricorrente. Nei primi giorni di giugno 2005, dopo oltre 100 giorni di detenzione – ovvero ben oltre i 30 più 30 previsti dalla legge Bossi-Fini – e dopo numerose ingiunzioni per l’immediata rimessa in libertà da parte dei loro avvocati, solo 2 dei ricorrenti (dei 12 individuati dalla Corte) sono potuti uscire dai centri in cui erano trattenuti. La sorte delle altre 10 persone non è attualmente conosciuta e nessuna informazione relativa alla loro sorte è stata resa ai loro avvocati.
Tana de Zulueta presenta un'interrogazione per sapere se il governo cesserà le espulsioni, per chiedere che l'accordo segreto con la Libia venga sottoposto al Parlamento e per sapere dove si trovano gli 11 migranti identificati e gli altri 54 di cui il governo non sa nemmeno i nominativi.

Presentato il rapporto annuale di Amnesty International: condannata l'Italia

Il 25 maggio 2005 Amnesty International presenta il suo rapporto annuale. Nella parte dedicata all'Italia, la denuncia delle deportazioni in Libia, del comportamento del governo sulla Cap Anamur e del trattamento riservato ai rifugiati.
Nel maggio 2006, il nuovo rapporto annuale di Amnesty condanna nuovamente l'Italia per le espulsioni da Lampedusa e la condizione dei rifugiati.

Il rapporto sul diritto d'asilo in Italia della Federazione Internazionale della Lega dei Diritti dell'Uomo

Nel giugno 2005 la FIDH presenta il suo rapporto sul diritto d'asilo in Italia al Parlamento europeo a Bruxelles. Il rapporto, frutto di una serie di visite ai CPT di Lampedusa, Trapani, Caltanissetta e Roma, a centri di identificazione ed al cosiddetto 'Hotel Africa' alla stazione Tiburtina di Roma (dove vivono in condizioni aberranti richiedenti asilo africani) e di incontri con dirigenti ministeriali italiani dal 5 al 15 dicembre 2005, faceva seguito alle visite ed ai rapporti dell'Inviato Speciale del Segretario Generale dell'ONU sui Lavoratori Migranti (giugno 2004) e del Comitato per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d'Europa (novembre 2004).
Il rapporto della FIDH condanna duramente l'Italia per la mancanza di una legge sull'asilo, per le condizioni di vita nei CPT, per la detenzione illegittima di migranti irregolari e richiedenti asilo e per le espulsioni coatte e collettive da Lampedusa.

GISTI presenta un ricorso contro la Commissione europea sulle espulsioni da Lampedusa

Nel gennaio 2005 10 ONG europee, tra cui le italiane ASGI, ICS ed Arci, hanno depositato una richiesta alla Commissione europea affinché si facesse portatrice di una procedura di violazione del diritto comunitario da parte dell'Italia riguardo alle espulsioni da Lampedusa. La Commissione rispose che non era competente per quanto riguarda i "diritti fondamentali". Nel giugno 2005 GISTI (Gruppo d'Informazione e di Sostegno degli Immigrati), una delle 10 ONG, presenta un ricorso contro la Commissione al Tribunale di prima istanza delle Comunità Europee (TPICE), o Tribunale di Lussemburgo.
A settembre 2005 il Tribunale di prima istanza rigetta il ricorso delle ONG, che fanno appello.

Una delegazione di parlamentari europei a Lampedusa

Il 28 giugno 2005 12 eurodeputati della Sinistra europea visitano Lampedusa. Nonostante il centro non sia sovraffollato come spesso accade perché le autorità italiane hanno provveduto a spostare dall'isola con solerzia 800 persone, i parlamentari europei definiscono le condizioni nel centro "inumane". I pochi servizi igienici sono senza porte e per lavarsi c'è solo l'acqua di mare. Nessun migrante giunto a Lampedusa ha mai chiesto asilo politico. I parlamentari denunciano, inoltre, come le date d'arrivo vengano contraffatte a penna per non dover liberare i migranti dopo 48 ore di detenzione tracorse senza la convalida di un giudice di pace (come stabilisce la Bossi-Fini).
Il 15 settembre una delegazione ufficiale del Parlamento europeo ha visitato Lampedusa. Il centro era stato accuratamente svuotato e ripulito prima della visita.

La Corte europea dei Diritti umani chiede nuovamente chiarimenti al governo italiano

Durante la visita degli europarlamentari, gli avvocati Alessandra Ballerini ed Anton Giulio Lana hanno raccolto le procure di tutti i migranti presenti inoltrando un ricorso urgente alla Corte europea dei Diritti umani. La Corte di Strasburgo ha intimato al governo italiano di rispondere entro il 5 agosto, fornendo i decreti di espulsione per 206 migranti e la documentazione sul trattenimento dei migranti, sulle procedure d'identificazione e d'asilo. L'Italia deve anche chiarire se è stata garantita l'assistenza legale ai migranti al fine di ricorrere contro le procedure di espulsione e di trattenimento e se è stato garantito il diritto a ricorrere alla corte di Strasburgo.

L'esposto alla Procura di Roma contro il governo



Il 20 luglio 2005 alcuni parlamentari, fra cui Tana de Zulueta, e membri di associazioni che si battono per i diritti dei migranti depositano un esposto presso la Procura di Roma contro il governo italiano per il trattenimento dei migranti nel "centro di accoglienza" di Lampedusa e le espulsioni in Libia.
Nel marzo 2006 trapela la notizia che Pisanu, come conseguenza dell'esposto, è indagato per le espulsioni forzate da Lampedusa.
Il pm incaricato dell'indagine chiede l'archiviazione per Pisanu per il reato contestato di abuso d'ufficio in quanto ciò che il ministro ha fatto "rientra nell'ambito dell'esercizio della discrezionalità politica, attività che esorbita dal vaglio della magistratura". La responsabilità di Pisanu, quindi, sarebbe solo politica e non di rilevanza penale. Dal punto di vista giudiziario restano, però, i pesanti richiami della Corte europea dei Diritti umani.
Tana de Zulueta e gli altri parlamentari presentano un ricorso contro la richiesta di archiviazione: il governo non ha fornito le prove dell'avvenuta identificazione indivuduale dei migranti espulsi e le espulsioni collettive sono vietate sia dalla legislazione italiana che da quella internazionale. Il pm, tra l'altro, non ha neanche sentito Tana de Zulueta, Chiara Acciarini ed Elettra Deiana, che hanno visitato a più riprese il Cpt di Lampedusa, né Fabrizio Gatti, trattenuto nel centro per una settimana quando si finse curdo per un reportage.
Il giornalista Fabrizio Gatti, sull' ' Espresso, svela che l'interrogatorio del prefetto Carlo Mosca, capo di gabinetto di Pisanu, da parte del tribunale ministeriale prova inoltre che altre indagini sono necessarie: il prefetto non solo afferma che il fantomatico accordo con la Libia non esiste (per cui le espulsioni sono avvenute al di fuori della legalità internazionale), ma ammette anche che Pisanu potrebbe aver dato direttamente gli ordini di espulsione e che nessun giudice ha convalidato i fermi dei migranti e la loro espulsione.

La Commissione sui Cpt di Amato e l'arrivo a Lampedusa di agenti Frontex

A luglio 2006 il nuovo ministro dell'Interno, Amato, istituisce una Commissione sui Cpt con il compito di stilare un rapporto esaustivo dopo un periodo di sei mesi di visite nei centri. La prima visita, il 19 luglio, è al centro di detenzione di Lampedusa.
A fine luglio 2006 viene comunicato l'arrivo a Lampedusa di agenti tedeschi nel quadro di operazioni congiunte di paesi UE coordinati dall'agenzia Frontex (neonato organismo UE che si occupa di controllo delle frontiere esterne dell'Unione). Intanto sono più di 2000 le persone arrivate nelle ultime due settimane del mese.
Ad agosto giungono sull'isola i primi esperti della Commissione europea per redigere un rapporto per l'agenzia Frontex in vista dei pattugliamenti congiunti Italia-Malta-Grecia contro l'immigrazione irregolare.
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