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L'acqua come diritto di tutti
“L’acqua è insegnata dalla sete” - Emily Dickinson.
L’acqua, si sa, è fonte di vita ma è anche una grave emergenza in molte aree del mondo e può diventare causa di morte. Alcuni dati fanno luce sulla dimensione del problema (fonte Legambiente). Nel mondo solo 16 persone su 100 possono aprire un rubinetto e veder scorrere acqua potabile, 84 persone su 100, invece, devono cercarla, spesso molto lontano dalle abitazioni, presso fonti dove la disponibilità è scarsa e la potabilità incerta. Il consumo d’acqua nei paesi africani varia in media tra i 12 e 50 litri al giorno per abitante, in quelli europei tra 170 e 250 litri (noi italiani siamo ai vertici dei consumi europei, con 250 litri) e negli Stati Uniti raggiunge i 700 litri. L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che al di sotto della soglia dei 50 litri al giorno si può parlare di sofferenza per mancanza di acqua: di fatto il 40% della popolazione mondiale (2,5 miliardi di persone) vive in condizioni igieniche impossibili soprattutto per mancanza d’acqua. L’agricoltura consuma il 70% delle risorse del pianeta, soprattutto il sistema di irrigazione intensiva che spreca una quantità d’acqua impressionante: per produrre un hamburger, pari a 150 grammi di manzo, servono 2300 litri d’acqua. Negli ultimi vent’anni la desertificazione avanza inesorabile e le persone che muoiono di sete o per malattie dovute all’inquinamento dell’acqua sono quasi un miliardo e mezzo. I danni che l'inquinamento porta alle risorse idriche sono ingenti e i loro effetti molteplici. Aumentano le “guerre dell’acqua”(oltre 50 conflitti nel mondo) e i profughi ambientali. E’ per questi ed altri motivi che negli ultimi anni istituzioni, associazioni e opinione pubblica guardano al problema dell’uso sostenibile delle risorse idriche come ad una delle più pressanti sfide del 21esimo secolo. L’obiettivo è quello di far diventare l’accesso all’acqua un diritto universale, un diritto fondamentale tutelato dalla legge. Lo speciale
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